COMUNE DI BRIVIO

 

 

 


INDAGINE PRELIMINARE SULLO STATO DI QUALITA’

DEL TRATTO DI FIUME ADDA IN COMUNE DI BRIVIO

 

 

 

Dicembre 2003

 

Dr. A.Negri

 

 


INDICE

1- Introduzione---------------------------------------------------------- 4

2 - Materiali e metodi-------------------------------------------------- 5

2.1 Individuazione dei punti di campionamento------------------- 5

2.2 Indagini sulla qualità dell’acqua-------------------------------- 7

2.3 Metodologie analitiche-------------------------------------------- 8

2.3.1 Parametri fisico-chimici--------------------------------------- 8

2.3.2 Parametri biologici-------------------------------------------- 11

3 – Risultati------------------------------------------------------------- 12

3.1 Stato di qualità dell’acqua-------------------------------------- 12

3.1.1 Lago di Garlate------------------------------------------------ 12

3.1.2 Adda------------------------------------------------------------ 17

3.1.3 - Confronto lago di Garlate - Adda------------------------- 40

3.2 Zooplancton------------------------------------------------------- 43

3.2.1 Lago di Garlate------------------------------------------------ 43

3.2.2 Adda------------------------------------------------------------ 45

3.2.3 Confronto tra Garlate e Brivio------------------------------ 53

3.3 Macroinvertebrati bentonici------------------------------------ 55

3.3.1 Zona profonda------------------------------------------------- 55

3.3.2  Zona litorale-------------------------------------------------- 58

3.4 Popolamento ittico----------------------------------------------- 60

3.4.1 Indagine con ecoscandaglio--------------------------------- 61

3.4.2 Analisi dirette-------------------------------------------------- 64

3.4.2.1 Pigo (Rutilus pigus)------------------------------------- 67

3.4.2.2 Scardola (Scardinius erythrophthalmus)------------ 73

3.4.2.3 Persico reale (Perca fluviatilis)----------------------- 76

3.4.2.4 Altre specie ittiche-------------------------------------- 80

4 Conclusioni----------------------------------------------------------- 81

5 Proposte operative-------------------------------------------------- 86

 


1- Introduzione

 

La presente indagine nasce dall’esigenza di verificare le cause della scarsa pescosità del tratto di Adda che rientra nel comune di Brivio. In particolare negli ultimi anni è stata riscontrata dai pescatori locali una presenza molto limitata di novellame e di soggetti di media taglia di tutte le specie che normalmente rappresentano il popolamento ittico di questo fiume. Sono state quindi indagate in primo luogo le condizioni ambientali, al fine di individuare eventuali fattori negativi che possono influenzare negativamente la sopravvivenza delle specie ittiche. Sempre a livello ambientale sono state verificate le attuali disponibilità alimentari, analizzando la fauna bentonica litorale, la fauna bentonica profonda e la fauna zooplanctonica presente nella colonna d’acqua. Una seconda linea di indagine è stata invece impostata direttamente sul popolamento ittico al fine di individuare eventuali fattori negativi interni allo stesso, quali patologie diffuse o scarso accrescimento. Va sottolineato che rispetto al programma di indagine originale, sulla base dei risultati preliminari, si è deciso di dare maggiore spazio di approfondimento alla parte ambientale penalizzando la parte di indagine sul popolamento ittico. La parte ambientale sembra infatti fornire le indicazioni più importanti per l’individuazione della cause del problema. Un’ulteriore scelta strategica è l’allargamento dell’ambito di indagine, inserendo anche il lago di Garlate nella fase di monitoraggio ambientale. Una componente importante delle risorse alimentari dell’Adda deriva infatti dal bacino lacustre a monte del fiume e pertanto la comprensione del problema richiede un’analisi estesa almeno ad una parte del bacino idrico e non limitata al singolo tratto fluviale. In effetti le analisi effettuate sul lago di Garlate rappresentano un fattore primario sia per quanto riguarda la valutazione del problema che per i potenziali interventi di miglioramento.

 

 


2 - Materiali e metodi

 

2.1 Individuazione dei punti di campionamento

 

Nella figura 1 è illustrata una visione complessiva del tratto idrico interessato all’indagine. In particolare è presente la sequenza dei tre corpi idrici: lago di Garlate, lago di Olginate e fiume Adda, la cui parte finale rappresenta la zona di Brivio. Nella figura è indicato il punto di campionamento sul lago di Garlate, che rappresenta la zona centrale di massima profondità.   

 



 

 

 

 


Nella figura 2 è invece riportato un dettaglio del tratto di Adda in comune di Brivio, con l’indicazione delle località e dei punti di rilevamento dei parametri fisico, chimici e biologici.

Figura 2 – Mappa di dettaglio della zona di indagine

 
 

 



 

 


2.2 Indagini sulla qualità dell’acqua

 

Nel periodo giugno-novembre 2003 sono stati effettuati 6 sopralluoghi in Adda a Brivio, analizzando settori diversi (località Foppone, stoppate) e mantenendo però un punto di campionamento fisso in località casa gialla (vedi figura 2).

Ad ogni campionamento sono stati  analizzati i seguenti parametri fisico-chimici:

·        Disco di Secchi

·        Temperatura

·        Ossigeno disciolto

·        % saturazione O2

·        pH

·        Conducibilita' elettrica

·        Azoto ammoniacale

·        Azoto nitroso

·        Fosforo totale

 

Come parametri addizionali sono stati considerati:

·        Alcalinità

·        Fosforo ortofosfato

·        Azoto nitrico

 

Per ogni data di indagine saranno inoltre effettuate analisi quali-quantitative su campioni di zooplancton, al fine di valutare le disponibilità alimentari di questa origine.

 

Nel mese di ottobre (2/10 e 14/10) sono stati inoltre effettuati 2 campionamenti sul lago di Garlate nel punto di massima profondità, in parallelo con i rilevamenti sull’Adda. Data la notevole profondità del bacino lacustre sono state considerate 8-9 profondità di prelievo, al fine di valutare con precisione lo spessore e la variazione dei parametri nello strato anossico.

Ad ogni campionamento sono stati  analizzati i seguenti parametri fisico-chimici:

·        Disco di Secchi

·        Temperatura

·        Ossigeno disciolto

·        % saturazione O2

·        Conducibilita' elettrica

·        Fosforo totale

·        Fosforo ortofosfato

·        Azoto nitroso

·        Azoto ammoniacale

·        Idrogeno solforato (in ambiente anossico)

·         

I campionamenti di acqua sono stati effettuati con apposita bottiglia di profondità (foto 1), utilizzando contenitori in PET da 0,5 l preventivamente condizionati. Tutti i campioni così raccolti sono stati etichettati e conservati in borsa frigorifera a 4°C fino alle analisi di laboratorio,  eseguite entro il  giorno stesso di campionamento.

 

 

2.3 Metodologie analitiche

2.3.1 Parametri fisico-chimici

 

Trasparenza: è stato utilizzato il disco di Secchi (un disco metallico bianco del diametro di 20 cm). Il metodo consiste nell'immergere in acqua lo strumento fino alla completa scomparsa alla vista dell'osservatore. Il valore della trasparenza è calcolato come media tra la profondità di scomparsa e di ricomparsa (in metri) del disco di Secchi. Il vantaggio di questo metodo risiede nel fatto che fornisce una rapida valutazione della distribuzione subacquea della radiazione solare. Questo parametro ha però qualche interferenza soggettiva, dipendendo dall'osservatore e dalle condizioni meteorologiche al momento del campionamento.

 

Temperatura (°C): è stata misurata direttamente sul posto tramite la sonda termometrica Cellox 325 collegata all'ossimetro WTW mod. OXI 320.

 

pH (unità di pH): il pH dei campioni è stato misurato al momento del prelievo tramite un pHmetro WTW mod. pH 90, dotato di elettrodo combinato INGOLD in vetro. L’arresto dell’attività fotosintetica collegato al trasporto può infatti determinare una sensibile diminuzione dei valori di pH.

 

 

 

 

Ossigeno disciolto (mgO2/l e % di saturazione): la concentrazione di ossigeno e la percentuale di saturazione è stata misurata mediante l'utilizzo di una sonda Cellox 325, collegata all'ossimetro OXI 320 WTW con compensazione automatica di temperatura e di altitudine.

 

Conducibilità elettrica (µS/cm a 25°): la conducibilità elettrica dei campioni prelevati è stata misurata direttamente al momento del prelievo su campioni di 100 ml tramite conduttimetro WTW mod. LF 90. L’analisi della conducibilità elettrica può fornire utili e immediate indicazioni sulle condizioni di stratificazione del bacino lacustre.

 

Fosforo totale (µg/l P)

Il campione tal quale viene digerito a 105° per 30 minuti con potassio persolfato allo scopo di portare in soluzione eventuali composti insolubili del fosforo e trasformare tutto il fosforo organico in ortofosfato. Quest’ultimo è successivamente determinato con il metodo all’acido ascorbico per determinazione fotometrica come blu di molibdeno. Quest'ultimo viene dosato per via spettrofotometrica a  890 nm.

 

Fosforo ortofosfato (µg/l P)

La determinazione viene effettuata sul campione filtrato utilizzando il metodo all'acido ascorbico. In ambiente acido (H2SO4) l'ortofosfato reagisce con molibdato di ammonio e tartrato di ossido di antimonio-potassio formando acido fosfomolibdico che viene ridotto dall'acido ascorbico a blu di molibdeno. Quest'ultimo viene dosato per via spettrofotometrica a  890 nm.

 

Azoto nitroso (µg/l N)

Lo ione nitrito reagisce in ambiente acido con l’acido sulfanilico a formare un sale diazotato intermedio. Questo si unisce ad un acido cromotropico a produrre un complesso di colorazione rosa direttamente proporzionale alla concentrazione di azoto nitroso presente, determinabile per via spettrofotometrica a 507 nm.

 

Azoto nitrico (mg/l N)

I nitrati vengono quantificati per via spettrofotometrica dopo filtrazione del campione. Il cadmio riduce a nitriti i nitrati presenti nel campione. Lo ione nitrito reagisce in ambiente acido con l’acido sulfanilico a formare un sale diazotato intermedio che si unisce all’acido gentisico a formare un composto ambrato, determinabile per via spettrofotometrica a 400 nm.

 

Azoto ammoniacale (mg/l N)

E’ stato determinato per via spettrofotometrica con il metodo di Nessler. Lo stabilizzatore minerale complessa la durezza nel campione, mentre un agente polivinilico aiuta la formazione del colore nella reazione del reattivo di Nessler con gli ioni ammonio. Il colore giallo risultante, determinabile per via spettrofotometrica a 425 nm,  è proporzionale alla concentrazione di ammoniaca.

 

Idrogeno solforato (mg/l H2S)

La concentrazione di idrogeno solforato è stata determinata con il metodo al blu di metilene, tramite lettura per via spettrofotometrica a 665 nm.

 

Alcalinità (meq/l)

Il campione è stato titolato con acido solforico fino ad un punto colorimetrico finale che corrisponde ad un valore specifico di pH.

 


2.3.2 Parametri biologici

Popolamento zooplanctonico

Il prelievo dei campioni di zooplancton è stato effettuato mediante l’impiego di un apposito retino con maglie da 80 µm ed apertura superiore di 28 cm di diametro. I campionamenti sono stati effettuati sulla verticale superficie-fondo nel caso dell’Adda e nello strato 0-6m, 0-20m nel caso del lago di Garlate. I campioni prelevati sono stati conservati in bottiglie di polietilene da 500 ml previa aggiunta di formalina al 5%. I conteggi sono stati effettuati su aliquote di 1, 5, 10, 20 ml tramite stereomicroscopio Olympus con ingrandimento massimo 40x.

Per la classificazione degli organismi è stato invece utilizzato un microscopio ottico dotato di obiettivo ad immersione fino ad ingrandimenti di 1000x. Per la determinazione specifica dei Cladoceri sono state utilizzate le guide del C.N.R., mentre per i Copepodi è stata utilizzata la classificazione proposta da Dussart.

 

Popolamento bentonico

Il prelievo dei campioni di fauna bentonica profonda è stato effettuato mediante l’impiego di una  benna di tipo Ekman con un’apertura di 125 cm2 (foto 4). Con questa metodica sono stati effettuati 6 campionamenti a profondità comprese tra 4 e 7 metri. I campionamenti di macroinvertebrati nella zona litorale sono stati invece effettuati tramite il classico retino immanicato con 20 maglie/cm e dotato di prolunghe fino ad profondità massima di 3 m. I campioni prelevati sono stati conservati in bottiglie di polietilene da 500 ml previa aggiunta di formalina al 5% Per la classificazione degli organismi è stato invece utilizzato uno stereomicroscopio Olympus con ingrandimento massimo 40x. Per la determinazione specifica sono state utilizzate le guide del C.N.R. e l’atlante dei macroinvertebrati dei corsi d’acqua italiani edito dalla provincia di Trento.

 

Indagini con ecoscandaglio

Le indagini con ecoscandaglio sono state effettuate tramite uno strumento Lowrance Eagle con possibilità  di scrittura della traccia su carta termica e dotato di zoom per analisi di dettaglio del fondale.


 

3 – RISULTATI

 

3.1 Stato di qualità dell’acqua

3.1.1 Lago di Garlate

 

Nelle tabelle seguenti sono riportati i risultati relativi ai campionamenti effettuati in data 2/10/03 e 14/10/03.

 

 

 


 


 

 

 


Temperatura

L’analisi della curva termica sulla colonna d’acqua superficie-fondo (figura 3) indica la presenza di una marcata stratificazione termica nel campionamento del 2/10/03. Dalla superficie a 20 metri di profondità si evidenzia un gradiente termico di soli 1,3°C, mentre da 20 a 25 metri è rilevabile un gradiente di 8,5°C. In questo strato è dunque presente un marcato metalimnio con un gradiente medio di 1,7°C per metro. La temperatura a livello del fondale (34 m) risulta pari a 8,8°C.

A conferma della barriera termica determinata dallo strato metalimnico tra la zona epilimnica (0-20m) e quella ipolimnica (25-fondo), i diversi episodi di forte vento verificatisi nella settimana successiva non riescono ad influenzare la zona profonda. Il campionamento del 14/10/03 mette infatti in evidenza un parziale rimescolamento dello strato compreso tra 0 e 23 metri con una perdita media di circa 1,5°C, mentre al di sotto dei 25 metri  non sono rilevabili variazioni termiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ossigeno disciolto

La distribuzione dell’ossigeno disciolto sulla colonna d’acqua (figura 4) rappresenta un diretta conseguenza della curva termica. Alla prima data di campionamento lo strato 0-20 metri presenta infatti una concentrazione piuttosto omogenea, con valore compresi tra un massimo di 8,7 mg/l in superficie ed un minimo di 7,2 mg/l a 20 metri. Questo condizione è confermata anche dal valore di trasparenza che indica uno strato fotico (strato in cui si possono svolgere i processi fotosintetici) pari a circa 16 metri. Ad una profondità di 23 metri sono però già rilevabili condizioni al limite dell’anossia, con una concentrazione di soli 0,6 mg/l. Al di sotto dei 25 metri si riscontrano invece condizioni di completa anossia. E’ importante segnalare che la totale assenza di ossigeno non determina però la comparsa di idrogeno solforato, che risulta assente anche alla massima profondità. Il prelievo successivo (14/10) mette in evidenza un incremento dell’ossigeno disciolto a 23 metri (da 0,6 mg/l a 4,4,mg/l) grazie all’azione di parziale rimescolamento operata dal vento nei giorni precedenti. Anche a 24 metri si osserva la ricomparsa dell’ossigeno con una concentrazione di solamente 2,2 mg/l. Al di sotto dei 25 metri permangono invece condizioni di completa anossia.

 

 
 
 
 
 
Conducibilità elettrica

La conducibilità elettrica (figura 5) conferma lo stato di piena circolazione termica dello strato 0-20 metri, sia nel campionamento del 2/10/03 che nel campionamento del 14/10/03, con valori compresi tra 180 e 182 µS/cm a 25°C. Il notevole accumulo di sali disciolti nell’ipolimnio, conseguente anche alle condizioni di anossia, determina invece un rapido incremento dei valori di conducibilità elettrica al di sotto dei 20 metri, con un massimo di 213 µS/cm a livello del fondo in entrambi i campionamenti.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Azoto ammoniacale

L’azoto ammoniacale è la forma più ridotta dei composti inorganici dell’azoto e rappresenta il prodotto finale della degradazione batterica delle sostanze proteiche. Nei laghi l’azoto ammoniacale è prodotto anche dal metabolismo degli organismi acquatici.

Anche questo parametro ricalca la dinamica della conducibilità elettrica, con una tendenza ovviamente opposta rispetto all’ossigeno disciolto in quanto forma più ridotta dell’azoto inorganico. In particolare si osserva una concentrazione relativamente omogenea nei primi 25 metri (figura 6) , con valori compresi tra 40 e 80 µg/l in entrambi i campionamenti. Da segnalare che, nonostante la presenza di condizioni al limite dell’anossia al di sotto dei 23 metri nel prelievo del 2/10, la concentrazione di azoto ammoniacale rimane molto limitata fino a 25 metri, indicando la prevalenza di condizioni ossidanti legate probabilmente all’azione dell’azoto nitrico. Al di sotto dei 25 metri il quadro dell’azoto ammoniacale cambia però radicalmente, evidenziando un progressivo incremento fino ad un massimo di 670 µg/l a livello del fondale. La causa di questo notevole accumulo di ammoniaca nell’ipolimnio è collegato alle condizioni riducenti dello strato compreso tra 25 e 34 metri. La totale assenza di ossigeno determina una mancata ossidazione dell’azoto ammoniacale derivato dal metabolismo proteico, che si accumula pertanto sotto questa forma.

 

 
 
 
 
 
 
Azoto nitroso

La dinamica dell’azoto nitroso (figura 7) risulta in parte sovrapponibile a quella dell’azoto ammoniacale, con valori piuttosto omogenei nello strato 0-20 metri. La circolazione termica parziale del 14/10 ha come conseguenza una maggiore omogeneità delle concentrazioni relative allo strato 0-25 metri. Peraltro le concentrazioni relativamente elevate degli strati superficiali (40-50 µg/l) nel campionamento del 2/10 sono certamente collegabili al lago di Como, in quanto questa situazione è in genere riscontrabile anche nel bacino di origine. Ciò è collegato all’influenza del pH sui batteri nitrificanti. Per valori di pH superiori a 8 l’attività ossidativa di Nitrosomonas e Nitrobacter viene fortemente inibita, in misura però maggiore per il secondo gruppo batterico. Il rallentamento del processo di ossidazione dei nitriti ne provoca quindi un parziale accumulo negli strati superficiali dove il pH, in seguito all’attività fotosintetica, può raggiungere in alcuni casi valori prossimi a 9 unità. L’accumulo di azoto nitroso nella zona ipolimnica indica invece la presenza di una minima attività ossidativa.

 


 

Fosforo totale

L’analisi del fosforo totale rappresenta uno dei parametri più importanti per quanto riguarda la classificazione dei corpi idrici, in quanto questo elemento è in genere il fattore che limita la crescita algale e quindi la produttività degli ambienti lentici. Anche in questo caso le concentrazioni relative allo strato 0-20 metri appaiono piuttosto omogenee (figura 8), con valori compresi tra 22 e 36 µg/l in entrambi i campionamenti. Le acque epilimniche rientrerebbero pertanto in condizioni di mesotrofia. Si consideri però che le acque che vanno a costituire l’Adda a valle sono solamente quelle strettamente superficiali, dove la concentrazione di P totale risulta inferiore (11-15 µg/l) il 14/10. Anche questo parametro segnala un marcato incremento delle concentrazioni al di sotto dei 20 metri, passando da 31 µg/l a valori prossimi a 400 µg/l a livello del fondale in entrambi i campionamenti. Il notevole accumulo di fosforo nell’ipolimnio è collegato in parte alla mineralizzazione della sostanza organica sedimentata durante il periodo di stratificazione termica ed in parte ad una probabile attività di rilascio dei sedimenti in presenza di condizioni anossiche. Si consideri inoltre che, come verificabile dai valori relativi al campionamento del 2/10, il fosforo ipolimnico è costituito quasi esclusivamente dalla forma inorganica (ortofosfato) e quindi direttamente utilizzabile dalla componente vegetale in condizioni fotiche.

 

 

 

 

Trasparenza

La trasparenza indica valori sovrapponibili nei due campionamenti, con una media di circa 5 metri, da cui si ricava uno spessore dello strato fotico pari a circa 15 metri. In questo strato è dunque possibile l’attività fotosintetica, con la conseguente produzione di ossigeno e di sostanza organica. L’analisi della curva dell’ossigeno disciolto conferma questa ipotesi.


 

 

3.1.2 Adda

 

Nelle tabelle seguenti sono riportati i risultati relativi ai campionamenti effettuati nelle stoppate e in località Foppone rispettivamente il 26/6/03 ed al 19/9/03.

 

Stoppata: profondità 2,3 m - Prelievo effettuato il 26/6/2003

PARAMETRI

unita’ di misura

concentrazione

 

 

superficie

fondo

Temperatura

°C

28,0

24,1

O2 disciolto

mg/l

9,7

11,6

Saturazione O2

%

125

141

Conducibilità elettrica (25°C)

µS/cm

215

187

pH

 

8,6

9,0

N-NH4

mg/l

0,09

0,08

N-NO2

µg/l

11

15